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Come parlare ai bambini della morte

da Mar 1, 2016Guide per genitori

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Prima o poi a tutti i genitori capita di dover spiegare ai propri figli cosa significhi ‘morire’. Anche se l’argomento è triste, ci sono modi diversi per affrontarlo a seconda dell’età. Con un filo conduttore: semplicità e sensibilità.“

Parlare ai bambini della morte è sicuramente difficoltoso e molti genitori cercano di evitare l’argomento. La morte, però, è una parte inevitabile della vita ed è responsabilità dell’adulto garantire che il ragazzino ne sia consapevole e sappia che se ne può parlare. Se glielo lasciamo fare, possiamo dargli le informazioni di cui hanno bisogno, prepararli ad una possibile crisi o arrabbiatura. Bisogna incoraggiarli mostrando attenzione e rispetto per quello che hanno da dire.

A seconda dell’età, i bambini hanno un’idea diversa del concetto di morte

  • I bambini in età prescolare vedono la morte come qualcosa di temporaneo (e quindi reversibile) e impersonale, distante da loro. Nelle storie che leggono di solito i personaggi possono improvvisamente rinascere dopo essere stati distrutti. Non è sorprendente che a quest’età non capiscano, è opportuno per il loro livello di sviluppo pensare in questo modo.

  • Tra i 5 e i 10 anni la maggior parte dei bambini comincia a vedere che tutte le cose viventi alla fine muoiono e che la morte è lo stato finale. Tendono, però, a non ritenere che la cosa li riguardi e pensano che gli si possa sfuggire. Possono anche associare la morte a qualche simbolo, come lo scheletro e alcuni bambini fanno degli incubi a riguardo.

  • Dai 9 anni fino all’adolescenza cominciano a capire del tutto che la morte è irreversibile e che anche loro moriranno.

E’ importante ricordare che ci sono differenze individuali sostanziali per cui questi appena descritti non sono rigidi stadi. Inoltre, i loro modi di affrontare la situazione e di gestire le proprie emozioni sono diversi.

Spiegare in termini semplici ai bambini cosa sia la morte

Ad esempio gli si può dire: Quando qualcuno muore non respira, non mangia, non sente freddo e non lo si può più vedere.
Qualunque sia la loro reazione alla morte, qualunque cosa essi provino, hanno bisogno di risposte e di essere trattati con la massima sensibilità. L’osservazione e l’ascolto attento sono fondamentali per rispondere in modo adeguato ai bisogni del bambino.
Un bambino che vive un lutto ha bisogno di informazioni chiare e comprensibili per il suo livello di sviluppo. Ha bisogno di rassicurazioni, di sapere che è al sicuro ed amato e gli si deve far sentire di poter parlare apertamente di quello che prova.
Se dovete preparare un bambino alla morte di una persona cara, permettetegli di assisterla se lo desiderano: dategli informazioni circa il suo stato fisico, mentale ed emozionale e fategli scegliere se fargli visita o meno.

David Polezzi

David Polezzi

David Polezzi è Psicologo – Psicoterapeuta e Professore a.c. di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione.

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